Che la Via si faccia Ponte

Bellei Moreno

Il movimento Craniosacrale ha un ritmo che è al di fuori degli altri ritmi che la maggior parte delle persone conoscono (cardiaco, respiratorio, ecc). Nasce nel cranio dalla produzione del Liquor che espandendosi e ritirandosi, allarga e restringe le suture craniche (che non sono saldate come si credeva), trasmettendo all'interno della spina dorsale il movimento fino al sacro.
In una situazione ideale, l'intensità e la vitalità che si riscontrano sul cranio, si dovrebbero rilevare anche nelle altre "stazioni" che l'operatore va a valutare, ma a causa di varie problematiche (sia di natura fisica che emozionale) si possono trovare quelle che vengono chiamate “restrizioni”, le quali modificano e tolgono "vitalità" al sistema. L'operatore aiuta a rilasciare tali ‘restrizioni’ liberando il giusto movimento fisiologico. Aiuta, perché invia degli input che il corpo elabora trovandone autonomamente lo sblocco. Ecco perché di norma la "modifica" resta: non è una "forzatura", è un ritrovato equilibrio.
L'operatore Craniosacrale non si limita solo a questo: interviene sulle fasce, che rivestono e trattengono in posizione gli organi e i visceri, per favorirne il loro naturale dinamica fisiologica.

Le “restrizioni” che si possono incontrare possono essere fisiche ed anche emotive: l’operatore SER (Rilascio Somato Emozionale) può favorire lo sblocco anche di queste ultime.

Inoltre, attraverso la Mobilizzazione Viscerale l'operatore può aiutare un organo o un viscere   a drenarsi, se bloccato, e a ritrovare il suo proprio naturale ritmo fisiologico.